Rassegna stampa:
Reportage a
cura di P. Evangelisti
13.03.2009 - Le Voci del Grigioni Italiano,
Radiotelevisione svizzera - Rete Uno.
Intervista
telefonica di G. Delliponti
06.03.2009 - Trasmesso alla
Radiotelevisione
svizzera, Rete Due.
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Diavolo d'un Maffioletti!
( Pubblicato su:
"Il Bernina", 25.02.2009)
di Danilo Nussio
Ancora una volta il
regista bergamasco ha saputo mettere in scena uno spettacolo, con cena a
tema, di assoluta qualità. Lo spettacolo Diavolo d'un Dante, un viaggio
dannatamente squisito nell'Inferno dantesco ha vissuto il suo debutto
sabato scorso all'Albergo Zarera. Presente al ''convivio con teatro''
una quarantina di attenti partecipanti.
Ambientato nell'inferno di Dante, I 4 Tempi Luciana Albertini-Nussio (Virgilia,
un'anima, zombie, Elena di Troia), Serena Bonetti (diavolo, un'anima,
Ciacca, Cleopatra, Beatrice), Paolo Cortinovis (Caronte, zombie,
diavolo, voci registrate) e l'attore regista Valerio Maffioletti (Dante,
un'anima, zombie, Lucifero, voce narrante) hanno intrattenuto i
commensali per oltre tre ore.
La
ricetta è quella consolidata da alcuni anni, che ha visto I 4 Tempi
riscuotere un buon successo, oltre che in Valposchiavo, in Valtellina e
in Ticino: spettacolo teatrale in una sala, combinato abilmente con una
cena a tema. Dopo Emozioni al dente e Madame Papillon, ecco Diavolo d'un
Dante che accompagna gli spettatori attraverso un cena infernale
accompagnato da un'insolita Virgilia.
All'entrata dello Zarera, la geniale albergatrice Paola Bontognali
accoglie i clienti-spettatori con una vecchia lavagna, posta
all'entrata, che recita la famosa frase della Divina Commedia: Lasciate
ogni speranza voi che entrate! Tralasciamo a questo punto ogni dettaglio
riguardante la trama per non togliere ai futuri spettatori il fascino
della sorpresa. Tralasciamo inoltre di evidenziare, ancora una volta,
l'assoluta qualità dei quattro attori: nei momenti recitati, in quelli
cantati e nei balletti. Davvero all'altezza della situazione.
Ma
la scenografia infernale non caratterizza soltanto il piccolo palco in
fondo alla sala. Paola Bontognali ha curato, con un infinito numero di
dettagli, l'allestimento scenografico di tutta la sala del ristorante,
compresa l'entrata e soprattutto le tavole apparecchiate. Ci colpiscono
subito gli addobbi lungo le scale, la forma ovale e l'eleganza del
bicchiere del vino caldo Perscendergiù, la forma slanciata delle caraffe
della acqua minerale, finalmente locale, il vino Inferno di Valtellina
con etichetta nera e scritte rosse, l'abbigliamento della padrona di
casa e del suo personale, il piattino bianco, carino nelle sue minuscole
dimensioni, per servire le Lenti sanguigne, il bicchierino di argilla
per la salsa che accompagna la Porchetta peccaminosa, creato da Paola
con le proprie mani, oppure ancora il bicchiere dal design molto
particolare usato per servire l'ultima portata: Senza pudor né pena.
Insomma, trattasi di uno spettacolo tutto da gustare con tutti i sensi,
anche con quello estetico.
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Diavolo d’un 4-Tempi!
BINOMIO DI
SUCCESSO AL ZARERA DI SFAZÙ: L’ARTE DEL TEATRO-CABARET E DELLA
GASTRONOMIA
( Pubblicato su:
"Il Grigione Italiano, 26.02.2009, pag. 7)
di Remo Tosio
Diavolo se sono bravi
gli attori del 4- Tempi! Ma oltre alla bravura hanno quella proverbiale
«faccia tosta» che permette loro di destreggiarsi con scioltezza in
qualsiasi interpretazione e in spirito giulivo. Sono amati dal pubblico,
che si trova subito a proprio agio, per il loro spontaneo atteggiamento
sociale; si divertono a coinvolgerlo durante alcuni passaggi della
rappresentazione teatrale. Poi c’è la mitica ciliegina sulla torta:
durante le pause della commedia vengono serviti squisiti manicaretti.
Che pacchia!
«Diavolo d’un Dante! - Un viaggio dannatamente squisito nell’Inferno
dantesco», così si intitola la rappresentazione teatral-cabarettistica
del 4-Tempi, che ho avuto l’opportunità di seguire sabato 21 febbraio
2009. Già all’entrata ci si trova in un ambiente infernale: scendendo le
scale dell’Hotel Zarera, addobbate ad ambiente funerario, una voce
tombale e rimbombante ti avverte: «Lasciate ogni speranza voi che
entrate». Tutto è stato appositamente e accuratamente preparato per
questa occasione, nei colori nero e rosso fuoco: tovaglie, tovaglioli,
candele e persino il vestito dell’ottimo personale di servizio. Il
4-Tempi ci ha portato a riscoprire quel grande genio di Dante Alighieri,
che, come ha detto Roberto Benigni, «ci ha lasciato l’apice di tutte le
letterature». Quelli dei 4-Tempi – Luciana Albertini, Serena Bonetti,
Paolo Cortinovis e Valerio Maffioletti – hanno fatto un giro lungo i
cantici dell’inferno e hanno estrapolato alcuni avvenimenti, aggiungendo
del proprio con temi di attualità della politica e del sociale, nonché
canzoni note e appositamente adattate. Una piacevole parodia che ha
entusiasmato e divertito il pubblico. Grazie cari attori e regista del
4-Tempi per il vostro impegno nell’offrirci questo ulteriore spettacolo
(il terzo della serie), che contribuisce ad arricchire l’attività
culturale di quella che alcuni anni fa veniva chiamata la «Valle
sperduta» ma che oggi mi sembra «ritrovata». E che dire dall’offerta
culinaria? Ovviamente merita una valanga di elogi e salamelecchi; la
titolare Paola Bontognali si è impegnata con dedizione (cun pè e man), e
ha potuto contare su un personale di cucina e di servizio capace e
zelante. Visto l’ambiente il menu non poteva che chiamarsi «infernale».
Antipasto: «Perscendergiù». Prima portata: «Lenti sanguigne e salamelle
infuocate». Seconda portata: «Porchetta peccaminosa, gola e lussuria
allo spiedo». Dessert: «Senza pudor né pena». Caffé: «Pertornarsu». Il
tutto evidentemente annaffiato dall’«Inferno» (noto vino di Valtellina).
A parte i nomi stravaganti della carta menu, che si «amalgamavano»
ottimamente al rispettivo argomento del brano teatrale, le portate
appagavano egregiamente si la vista che il palato. [...]
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