Diavolo d'un Dante!

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O viandante, che dianzi a questo desco arrivi,
siedi pure, fai sosta in allegria:
tra fiumi di vino, gaie note e pietanze il tuo corpo si distenda!

Ma… all’erta stai, poiché
nell’intreccio godereccio di trame e grovigli che la vita ti dà
l’anima ardita impigliare si fa!
Dunque all’erta stai. E la dritta via non abbandonar
Perché chi per la selva oscura errante se ne va…

 


Lo spettacolo DIAVOLO D’UN DANTE è liberamente ispirato ad alcuni canti dell’Inferno della Divina Commedia, mirabile opera di Dante Alighieri che, pur proseguendo molti dei modi caratteristici della letteratura e dello stile medievali è profondamente innovativa, poiché tende ad una rappresentazione ampia e drammatica della realtà. Lo spettacolo DIAVOLO D’UN DANTE  prende per mano lo spettatore, con stile garbato, leggero, giocoso e poetico che caratterizza gli allestimenti dei 4-Tempi,  accompagnandolo – quasi a piedi nudi – con la parola, il canto, il sapore delle pietanze e il calore dell’accoglienza, attraverso i gironi della propria coscienza. I mali di oggi vengono citati, e anche i malvagi si possono qua e là riconoscere, ma non si è voluto compilare la lista dei buoni e i cattivi, non tanto per mancanza di coerenza “politica” , ma proprio perché anche questa parola è stata svuotata del suo più genuino significato.

 


 

 


Alcune foto di Diavolo d'un Dante su Flickr.
 

 


 
 

  • Rassegna stampa:

           

     


     

    Reportage a cura di P. Evangelisti

    13.03.2009 - Le Voci del Grigioni Italiano, Radiotelevisione svizzera - Rete Uno.

     
     



    Intervista telefonica di G. Delliponti

    06.03.2009 - Trasmesso alla Radiotelevisione svizzera, Rete Due.

     

     

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    Diavolo d'un Maffioletti!

    ( Pubblicato su: "Il Bernina", 25.02.2009)
    di Danilo Nussio

    Ancora una volta il regista bergamasco ha saputo mettere in scena uno spettacolo, con cena a tema, di assoluta qualità. Lo spettacolo Diavolo d'un Dante, un viaggio dannatamente squisito nell'Inferno dantesco ha vissuto il suo debutto sabato scorso all'Albergo Zarera. Presente al ''convivio con teatro'' una quarantina di attenti partecipanti.

    Ambientato nell'inferno di Dante, I 4 Tempi Luciana Albertini-Nussio (Virgilia, un'anima, zombie, Elena di Troia), Serena Bonetti (diavolo, un'anima, Ciacca, Cleopatra, Beatrice), Paolo Cortinovis (Caronte, zombie, diavolo, voci registrate) e l'attore regista Valerio Maffioletti (Dante, un'anima, zombie, Lucifero, voce narrante) hanno intrattenuto i commensali per oltre tre ore.

    La ricetta è quella consolidata da alcuni anni, che ha visto I 4 Tempi riscuotere un buon successo, oltre che in Valposchiavo, in Valtellina e in Ticino: spettacolo teatrale in una sala, combinato abilmente con una cena a tema. Dopo Emozioni al dente e Madame Papillon, ecco Diavolo d'un Dante che accompagna gli spettatori attraverso un cena infernale accompagnato da un'insolita Virgilia.

    All'entrata dello Zarera, la geniale albergatrice Paola Bontognali accoglie i clienti-spettatori con una vecchia lavagna, posta all'entrata, che recita la famosa frase della Divina Commedia: Lasciate ogni speranza voi che entrate! Tralasciamo a questo punto ogni dettaglio riguardante la trama per non togliere ai futuri spettatori il fascino della sorpresa. Tralasciamo inoltre di evidenziare, ancora una volta, l'assoluta qualità dei quattro attori: nei momenti recitati, in quelli cantati e nei balletti. Davvero all'altezza della situazione.

    Ma la scenografia infernale non caratterizza soltanto il piccolo palco in fondo alla sala. Paola Bontognali ha curato, con un infinito numero di dettagli, l'allestimento scenografico di tutta la sala del ristorante, compresa l'entrata e soprattutto le tavole apparecchiate. Ci colpiscono subito gli addobbi lungo le scale, la forma ovale e l'eleganza del bicchiere del vino caldo Perscendergiù, la forma slanciata delle caraffe della acqua minerale, finalmente locale, il vino Inferno di Valtellina con etichetta nera e scritte rosse, l'abbigliamento della padrona di casa e del suo personale, il piattino bianco, carino nelle sue minuscole dimensioni, per servire le Lenti sanguigne, il bicchierino di argilla per la salsa che accompagna la Porchetta peccaminosa, creato da Paola con le proprie mani, oppure ancora il bicchiere dal design molto particolare usato per servire l'ultima portata: Senza pudor né pena.

    Insomma, trattasi di uno spettacolo tutto da gustare con tutti i sensi, anche con quello estetico.
     

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    Diavolo d’un 4-Tempi!

    BINOMIO DI SUCCESSO AL ZARERA DI SFAZÙ: L’ARTE DEL TEATRO-CABARET E DELLA GASTRONOMIA

    ( Pubblicato su: "Il Grigione Italiano, 26.02.2009, pag. 7)

    di Remo Tosio

     

    Diavolo se sono bravi gli attori del 4- Tempi! Ma oltre alla bravura hanno quella proverbiale «faccia tosta» che permette loro di destreggiarsi con scioltezza in qualsiasi interpretazione e in spirito giulivo. Sono amati dal pubblico, che si trova subito a proprio agio, per il loro spontaneo atteggiamento sociale; si divertono a coinvolgerlo durante alcuni passaggi della rappresentazione teatrale. Poi c’è la mitica ciliegina sulla torta: durante le pause della commedia vengono serviti squisiti manicaretti. Che pacchia!

    «Diavolo d’un Dante! - Un viaggio dannatamente squisito nell’Inferno dantesco», così si intitola la rappresentazione teatral-cabarettistica del 4-Tempi, che ho avuto l’opportunità di seguire sabato 21 febbraio 2009. Già all’entrata ci si trova in un ambiente infernale: scendendo le scale dell’Hotel Zarera, addobbate ad ambiente funerario, una voce tombale e rimbombante ti avverte: «Lasciate ogni speranza voi che entrate». Tutto è stato appositamente e accuratamente preparato per questa occasione, nei colori nero e rosso fuoco: tovaglie, tovaglioli, candele e persino il vestito dell’ottimo personale di servizio. Il 4-Tempi ci ha portato a riscoprire quel grande genio di Dante Alighieri, che, come ha detto Roberto Benigni, «ci ha lasciato l’apice di tutte le letterature». Quelli dei 4-Tempi – Luciana Albertini, Serena Bonetti, Paolo Cortinovis e Valerio Maffioletti – hanno fatto un giro lungo i cantici dell’inferno e hanno estrapolato alcuni avvenimenti, aggiungendo del proprio con temi di attualità della politica e del sociale, nonché canzoni note e appositamente adattate. Una piacevole parodia che ha entusiasmato e divertito il pubblico. Grazie cari attori e regista del 4-Tempi per il vostro impegno nell’offrirci questo ulteriore spettacolo (il terzo della serie), che contribuisce ad arricchire l’attività culturale di quella che alcuni anni fa veniva chiamata la «Valle sperduta» ma che oggi mi sembra «ritrovata». E che dire dall’offerta culinaria? Ovviamente merita una valanga di elogi e salamelecchi; la titolare Paola Bontognali si è impegnata con dedizione (cun pè e man), e ha potuto contare su un personale di cucina e di servizio capace e zelante. Visto l’ambiente il menu non poteva che chiamarsi «infernale». Antipasto: «Perscendergiù». Prima portata: «Lenti sanguigne e salamelle infuocate». Seconda portata: «Porchetta peccaminosa, gola e lussuria allo spiedo». Dessert: «Senza pudor né pena». Caffé: «Pertornarsu». Il tutto evidentemente annaffiato dall’«Inferno» (noto vino di Valtellina). A parte i nomi stravaganti della carta menu, che si «amalgamavano» ottimamente al rispettivo argomento del brano teatrale, le portate appagavano egregiamente si la vista che il palato. [...]

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ultimo aggiornamento: 07.02.2012