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Passione per la vita sfuggevole, per l’energia, la novità, la tecnica, la
compressione. E allora
lasciatevi
andare,
lasciatevi ARDERE, dimenticate la
monotonia della vita quotidiana, dimenticate il
passatismo e lasciatevi scaraventare attraverso un labirinto di
SENSAZIONI,
suoni, colori e profumi
originali.
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A dicembre 2004, quando il nostro
"Emozioni al dente" stava prendendo forma, ricorreva il sessantesimo dalla morte di Filippo
Tommaso Marinetti, carismatico fondatore di uno dei più importanti
movimenti artistico letterari del Novecento europeo, il
futurismo. Il significato profondo di questo movimento non si esaurisce
nell’elogio acritico dell’automobile o dell’aeroplano, in una sorta di
“feticismo della macchina”, ma si fonda piuttosto, secondo le parole
stesse di Marinetti, “sul completo rinnovamento
della sensibilità umana avvenuto per effetto delle grandi scoperte
scientifiche” e delle “diverse forme di comunicazione, di trasporto e di
informazione” che esercitano una decisiva influenza sulla psiche umana.
Noi
oggi viviamo una società sempre più complessa; nuove sfide nate dalla
ricerca scientifica e dalle innovazioni tecnologiche incalzano e rischiano
di trovare un essere umano impreparato.
In
questo senso va riconsiderato il compito dell’arte: non solo esercizio di
abilità tecnica (teatro, musica, pittura, poesia), ma anche consapevolezza
del mutamento profondo prodotto nella psiche umana dai nuovi mezzi di
comunicazione.
Il
futurismo volle sin dall'inizio imporsi non come una tra le tante scuole
letterarie, ma come un movimento provvisto di un'ideologia totale,
abbracciante i vari campi dell'esperienza umana, dall'arte al costume, alla
morale alla molitica, e perfino nell'arte "cucinaria" tenendo ben
presente il motto: NOI SIAMO CIÒ CHE MANGIAMO!
La
cucina diventa anch'essa un'arte interiore, più spirituale che materiale,
non avendo per scopo esclusivo quello di placare la fame: il mangiare
diventa un'esperienza psicofisica, perfezionamento dei sensi e scoperta di
nuovi accostamenti attraverso il palato.
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