Prendete
i raffinati e intriganti sapori della cucina francese,
ispirata al
buon gusto e ai dettami della gourmandise, amalgamateli a fondo
con tre grammi di recondite passioni.
* * *
Soffriggete
ruvide grossolanità e cuori trasognati a fiamma bassa:
le passioni devono appassire, non friggere.
* * *
Lasciate
cadere nella coppa del vino alcune lacrime di ingenuità,
due voglie di successo e brama di potere.
* * *
Poi
musica, teatro, cibo e can-can, servite caldo, su un letto di rose,
una manciata di bocche garbate e pensieri al ribes: otterrete
un’indimenticabile serata in compagnia del quartetto
allegro-dinamico 4-Tempi
CENA-TEATRO
testo liberamente tratto da
La Signorina Papillon di Stefano Benni
Regia di Valerio
Maffioletti
Madame Papillon - Serena
Bonetti
Marie-Luise - Luciana Nussio
Conte Armand De Faribles Rolandis - Valerio Maffioletti
Poeta Millet - Paolo Dell'Agostino
Scenografia e costumi -
Eveline Catellotti
L'ambiguità
dei desideri, il firiuto delle responsabilità, la spietatezza del
mondo al di là dei confini del giardino incantato, dipingono un
quadro tragicomico della realtà che tuttavia appare, alla fine,
curiosamente vicina alla nostra esperienza quotidiana. Parole e cibo
dunque, ma anche tanta allegria con le musiche originali dal vivo
dei 4-Tempi!
( Pubblicato su:
"Il Grigione Italiano, 08.03.2007, pag. 37)
di Remo Tosio
Una serata
così speciale, piacevole e divertente, era da un pezzo che mi mancava.
Mi riferisco ovviamente alla cena spettacolo di venerdì scorso, 2 marzo
2007, da Paola all'Hotel Zarera. I ricordi vanno a ritroso nel tempo e
si fermano ad una cinquantina di anni fa, quando per la prima volta ho
assistito ad uno spettacolo teatrale nel famoso Bernhard Theater di
Zurigo. Per uno come me, che arrivava da una valle sperduta e che ancora
aveva visto poco del mondo, trovarsi in quel luogo era un'esperienza
nuova e straordinaria. La stessa che ho rivissuto assistendo alle
magistrali esibizioni dei quattro geniali attori della compagnia 4-Tempi
con il loro pezzo "Cena da M.me Papillon". Se poi, come in questo caso,
il teatro-rivista è intercalato da portate gastronomiche di sublime
sapore, composte da fantasiosi ingredienti, come quelle preparate da
Paola e dal suo gruppo, addio Bernhard Theater! La città è arrivata in
montagna!
Non voglio raccontarvi le avventure di "madama farfallina" (M.me
Papillon - un testo liberamente tratto da "La signorina Papillon" di
Stefano Benni - poiché già altri lo hanno fatto egregiamente prima di
me. Tengo soltanto a sottolineare la grande bravura dei quattro attori,
che sono pieni di brio, si muovono sul palco e fra il pubblico con
straordinaria naturalezza, insomma sanno veramente divertire e lo fanno
con tanta gioia. La particolarità del testo, nel libero adattamento
dell'originale, sta nell'inserimento di alcune inedite, piacevoli,
melodiche e gioviali canzoni, brillantemente interpretate dagli attori,
grazie ad un'ottima polifonia. Autore delle stesse è l'attore e regista
Valerio Maffioletti, al quale va senz'altro aggiudicato gran parte della
buona riuscita di questo pezzo teatrale, grazie anche alla sua
professionalità. Ma non di meno, in bravura e scioltezza, sono gli altri
tre attori: Serena Bonetti, Luciana Nussio e Paolo Dell'Agostino. La
scenografia e i costumi sono opera di Eveline Catellotti e la parte
tecnica di Cristina Cantoni.
Fra uno spezzone e l'altro di "M.me Papillon" c'era la portata di un
vasto banchetto preparato da Paolo Bontognali e dal suo team, nonché
servito con particolare gentilezza e grazia. Credetemi, al solo vedere
quei piatti le mie papille gustative incominciavano ad agitarsi
smisuratamente e allorquando raggiungevano l'obiettivo andavano
totalmente in estasi. E badate bene che non sto esagerando o "ungendo",
è la pura verità. Lo stile del banchetto era ovviamente francese.
"..." Il connubio fra teatro e gastronomia è veramente geniale. Fra una
portata e l'altra aiuta la digestione nel seguire i quattro mattacchioni
di M.me Papillon, con le loro battute comiche, misteriose e surreali,
dove si incrociano romanticismo e crudeltà. Una goduria di gioviale
teatralità e perfezione culinaria. Grazie per la stupenda serata!
Spettacolo teatrale a Zarera - Un misto tra Moulin Rouge e Eyes Wide
Shut con trama da giallo.
di
Luigi Menghini
Il
rilancio non è mai cosa semplice; ripetersi dopo un exploit pone
l'artista di fronte ad una sfida quasi maggiore di quella del debutto.
Dopo l'inatteso e sorprendente spettacolo-cena ''Emozioni al dente'',
rappresentazione che continua audace nelle repliche (sono giunti a piú
di una ventina), che ci aveva catapultati in un periodo, quello
futurista del Ventennio, in cui si abbinavano testi a sensazioni,
emozioni a canzoni, colte da diverse fonti, i 4-Tempi, questa volta,
presentano una pièce teatrale organica.
Stefano Benni, rinomato scrittore contemporaneo, autore di libri famosi
quali Bar Sport, si è cimentato pure nella scrittura di opere teatrali.
Sono usciti due libri, intitolati Teatro e Teatro 2, che raccolgono
numerose trame teatrali. La signorina Papillon, testo che ha ispirato lo
spettacolo messo in scena a Zarera, scritto nel 1992, fa parte della
prima raccolta.
Raffinato ed elegante, il lavoro di Benni è un pezzo surrealista
tragicomico e paradossale, in cui si supera il confine tra il mondo
reale e quello dei sogni, dando spazio all'assurdo e al non-sense, con
l'obbiettivo di analizzare il reale attraversando le barriere
logico-razionali. Non sempre è facile seguirne l'intreccio e gli
sviluppi, ma ciò è voluto.
La
trama si svolge presumibilmente a fine Ottocento (Rose ad un certo
punto, parlando di Parigi, cita il fatto che si stiano costruendo torri
di metallo, allusione probabile alla Tour Eiffel, costruita tra il 1887
e 1889) in una non determinata zona di provincia francese. Rose, la
protagonista, sognatrice ingenua ed eterea, (interpretata da una
accattivante Serena Bonetti) vive in un giardino imbelle e pacificato,
incantevole e incontaminato paradiso, coltivando rose e collezionando
farfalle. Una gabbia dorata, una torre d'avorio, un mondo perfetto e
inaccessibile. Attorno a lei roteano tre personaggi singolari, ben
caratterizzati e significativi: l'assurdo sergente Armand, il poeta e
giardiniere Millet e l'amica parigina Marie Luise.
Armand, militare, massone, arrivista (messo in scena dal mattatore e
orchestratore, Valerio Maffioletti, in glamour e policromo), che ad un
certo punto, disquisendo sulla differenza tra conversazione e dibattito,
afferma di fronte a Rose: anzitutto nella conversazione talvolta uno dei
conversanti ha ragione e l'altro ha torto mentre nel dibattito tutti
hanno ragione con conseguente aumento del volume totale di verità
espressa. Pungente ironia dell'autore, che può anche essere letta in
chiave sarcastica nei confronti del parlare a vanvera moderno.
Marie Luise, spietata arrampicatrice sociale, machiavellico personaggio,
dal carattere bipolare, che non ha paura di sedurre e tradire è
rappresentata da una sempre piú persuasiva Luciana Albertini-Nussio,
mutante in costumi, atteggiamenti e pose.
Del poeta Millet, quarto personaggio, Marie Luise dice, affascinata:
dopo che ha a lungo parlato la platea ristà come quando è passato un
temporale e ci si chiede: cos'è successo? cos'ha detto? E nessuno
ricorda bene quali fossero i concetti esposti e i problemi posti ma è
certa di avere assistito a qualcosa di unico, di singolare…: critica
sferzante al vaniloquio presente. L'interpretazione è affidata a Paolo
Dell'Agostino, piú pacato e posato dell'omonimo istrionico suo
predecessore Cortinovis, "licenziatosi" provvisoriamente per concludere
gli studi, che ha nondimeno ammaliato il pubblico con una recita
elegante e precisa.
Musiche di scena e scenografia sono state particolarmente curate.
Questo lo spettacolo, ma qual è il valore aggiunto?
Un
intercalare di canzoni assolutamente spassose, espresse in un'armonia di
quattro voci equilibrata e un'eufonia di registri gradevolissima;
un'alternanza di succulenti pietanze, preparate e servite in modo
eccellente dal team di Paola; un connubio di tutti i sensi, che fa
volare il tempo e t'invoglia a ritornare.
( Pubblicato su:
"La Provincia di Sondrio, 09.02.2007, pag. 33) - Per leggere la pagina
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Un
nuovo invito a cena con teatro del "quartetto allegro-dinamico"
italo-svizzero "i 4-Tempi"
di Paolo Redaelli
Un
nuovo invito a cena con teatro, secondo una consuetudine che sta
piacevolmente prendendo piede, viene ancora dal “quartetto
allegro-dinamico” italo-svizzero “I 4 tempi”. Debutta infatti a due
passi dal confine, all’Hotel Zarera in Val Poschiavo (ore 19.30), un
altro spettacolo che abbina teatro e gastronomia, dopo le “Emozioni al
dente” di stampo futurista che verranno riproposte il 16 prossimo al
Ristorante Il Terziere di Delebio.
La “Cena con Madame Papillon” è invece ispirata dalla cucina francese e
dai testi dello scrittore umorista italiano Stefano Benni (quello di
“Bar Sport”, del “Carnevale degli insetti” portato sulle scene da
Teatropolis” e dell’ultimo “Margherita Dolcevita” per intenderci,
pubblicato da Feltrinelli) che ha appunto creato il personaggio di
Madame Papillon: ironia e alta cucina, dunque (difficile non collegare
il nome della signorina, oltre che al significato letterale di farfalla,
a quello della papilla, organo degustativo per eccellenza), per una
serata ancora decisamente diversa dal solito, tra comicità e sapori
delicati. Protagonisti dello spettacolo gli ormai collaudati attori
Valerio Maffioletti (anche regista), Serena Bonetti, Luciana Nussio e la
new entry Paolo dell’Agostino che sostituisce Paolo Cortinovis, alle
prese con la laurea.
Il biglietto per questa nuova cena-spettacolo (comprensiva di aperitivo
e cinque portate) è di 94 franchi svizzeri, prenotazione obbligatoria
allo 0041818441282, perché il numero dei commensali è limitato. Per chi
non trovasse posto questa sera, niente paura: sono previste repliche già
domani e poi venerdì 23 e sabato 24 febbraio e il 2 e 3 marzo.