Rassegna stampa

 

 


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Cena da M.me Papillon        

 

 

 

 

 

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Emozioni al dente
 

 

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Due spettacoli in un'unica serata all'Hotel Zarera di Sfazù: il teatro-rivista e la gastronomia

( Pubblicato su: "Il Grigione Italiano, 08.03.2007, pag. 37)

di Remo Tosio


Una serata così speciale, piacevole e divertente, era da un pezzo che mi mancava. Mi riferisco ovviamente alla cena spettacolo di venerdì scorso, 2 marzo 2007, da Paola all'Hotel Zarera. I ricordi vanno a ritroso nel tempo e si fermano ad una cinquantina di anni fa, quando per la prima volta ho assistito ad uno spettacolo teatrale nel famoso Bernhard Theater di Zurigo. Per uno come me, che arrivava da una valle sperduta e che ancora aveva visto poco del mondo, trovarsi in quel luogo era un'esperienza nuova e straordinaria. La stessa che ho rivissuto assistendo alle magistrali esibizioni dei quattro geniali attori della compagnia 4-Tempi con il loro pezzo "Cena da M.me Papillon". Se poi, come in questo caso, il teatro-rivista è intercalato da portate gastronomiche di sublime sapore, composte da fantasiosi ingredienti, come quelle preparate da Paola e dal suo gruppo, addio Bernhard Theater! La città è arrivata in montagna!

Non voglio raccontarvi le avventure di "madama farfallina" (M.me Papillon - un testo liberamente tratto da "La signorina Papillon" di Stefano Benni - poiché già altri lo hanno fatto egregiamente prima di me. Tengo soltanto a sottolineare la grande bravura dei quattro attori, che sono pieni di brio, si muovono sul palco e fra il pubblico con straordinaria naturalezza, insomma sanno veramente divertire e lo fanno con tanta gioia. La particolarità del testo, nel libero adattamento dell'originale, sta nell'inserimento di alcune inedite, piacevoli, melodiche e gioviali canzoni, brillantemente interpretate dagli attori, grazie ad un'ottima polifonia. Autore delle stesse è l'attore e regista Valerio Maffioletti, al quale va senz'altro aggiudicato gran parte della buona riuscita di questo pezzo teatrale, grazie anche alla sua professionalità. Ma non di meno, in bravura e scioltezza, sono gli altri tre attori: Serena Bonetti, Luciana Nussio e Paolo Dell'Agostino. La scenografia e i costumi sono opera di Eveline Catellotti e la parte tecnica di Cristina Cantoni.

Fra uno spezzone e l'altro di "M.me Papillon" c'era la portata di un vasto banchetto preparato da Paolo Bontognali e dal suo team, nonché servito con particolare gentilezza e grazia. Credetemi, al solo vedere quei piatti le mie papille gustative incominciavano ad agitarsi smisuratamente e allorquando raggiungevano l'obiettivo andavano totalmente in estasi. E badate bene che non sto esagerando o "ungendo", è la pura verità. Lo stile del banchetto era ovviamente francese.

"..." Il connubio fra teatro e gastronomia è veramente geniale. Fra una portata e l'altra aiuta la digestione nel seguire i quattro mattacchioni di M.me Papillon, con le loro battute comiche, misteriose e surreali, dove si incrociano romanticismo e crudeltà. Una goduria di gioviale teatralità e perfezione culinaria. Grazie per la stupenda serata!

 

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I 4-Tempi irrompono di nuovo

( Pubblicato su: "Il Bernina", 18.02.2007)

Spettacolo teatrale a Zarera - Un misto tra Moulin Rouge e Eyes Wide Shut con trama da giallo.

di Luigi Menghini

Il rilancio non è mai cosa semplice; ripetersi dopo un exploit pone l'artista di fronte ad una sfida quasi maggiore di quella del debutto. Dopo l'inatteso e sorprendente spettacolo-cena ''Emozioni al dente'', rappresentazione che continua audace nelle repliche (sono giunti a piú di una ventina), che ci aveva catapultati in un periodo, quello futurista del Ventennio, in cui si abbinavano testi a sensazioni, emozioni a canzoni, colte da diverse fonti, i 4-Tempi, questa volta, presentano una pièce teatrale organica.

Stefano Benni, rinomato scrittore contemporaneo, autore di libri famosi quali Bar Sport, si è cimentato pure nella scrittura di opere teatrali. Sono usciti due libri, intitolati Teatro e Teatro 2, che raccolgono numerose trame teatrali. La signorina Papillon, testo che ha ispirato lo spettacolo messo in scena a Zarera, scritto nel 1992, fa parte della prima raccolta.

Raffinato ed elegante, il lavoro di Benni è un pezzo surrealista tragicomico e paradossale, in cui si supera il confine tra il mondo reale e quello dei sogni, dando spazio all'assurdo e al non-sense, con l'obbiettivo di analizzare il reale attraversando le barriere logico-razionali. Non sempre è facile seguirne l'intreccio e gli sviluppi, ma ciò è voluto.

La trama si svolge presumibilmente a fine Ottocento (Rose ad un certo punto, parlando di Parigi, cita il fatto che si stiano costruendo torri di metallo, allusione probabile alla Tour Eiffel, costruita tra il 1887 e 1889) in una non determinata zona di provincia francese. Rose, la protagonista, sognatrice ingenua ed eterea, (interpretata da una accattivante Serena Bonetti) vive in un giardino imbelle e pacificato, incantevole e incontaminato paradiso, coltivando rose e collezionando farfalle. Una gabbia dorata, una torre d'avorio, un mondo perfetto e inaccessibile. Attorno a lei roteano tre personaggi singolari, ben caratterizzati e significativi: l'assurdo sergente Armand, il poeta e giardiniere Millet e l'amica parigina Marie Luise.

Armand, militare, massone, arrivista (messo in scena dal mattatore e orchestratore, Valerio Maffioletti, in glamour e policromo), che ad un certo punto, disquisendo sulla differenza tra conversazione e dibattito, afferma di fronte a Rose: anzitutto nella conversazione talvolta uno dei conversanti ha ragione e l'altro ha torto mentre nel dibattito tutti hanno ragione con conseguente aumento del volume totale di verità espressa. Pungente ironia dell'autore, che può anche essere letta in chiave sarcastica nei confronti del parlare a vanvera moderno.

Marie Luise, spietata arrampicatrice sociale, machiavellico personaggio, dal carattere bipolare, che non ha paura di sedurre e tradire è rappresentata da una sempre piú persuasiva Luciana Albertini-Nussio, mutante in costumi, atteggiamenti e pose.

Del poeta Millet, quarto personaggio, Marie Luise dice, affascinata: dopo che ha a lungo parlato la platea ristà come quando è passato un temporale e ci si chiede: cos'è successo? cos'ha detto? E nessuno ricorda bene quali fossero i concetti esposti e i problemi posti ma è certa di avere assistito a qualcosa di unico, di singolare…: critica sferzante al vaniloquio presente. L'interpretazione è affidata a Paolo Dell'Agostino, piú pacato e posato dell'omonimo istrionico suo predecessore Cortinovis, "licenziatosi" provvisoriamente per concludere gli studi, che ha nondimeno ammaliato il pubblico con una recita elegante e precisa.

Musiche di scena e scenografia sono state particolarmente curate.

Questo lo spettacolo, ma qual è il valore aggiunto?

Un intercalare di canzoni assolutamente spassose, espresse in un'armonia di quattro voci equilibrata e un'eufonia di registri gradevolissima; un'alternanza di succulenti pietanze, preparate e servite in modo eccellente dal team di Paola; un connubio di tutti i sensi, che fa volare il tempo e t'invoglia a ritornare.


 

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Ironia e alta cucina con M.me Papillon

( Pubblicato su: "La Provincia di Sondrio, 09.02.2007, pag. 33) - Per leggere la pagina in formato PDF:

Un nuovo invito a cena con teatro del "quartetto allegro-dinamico" italo-svizzero "i 4-Tempi"

di Paolo Redaelli

 

Un nuovo invito a cena con teatro, secondo una consuetudine che sta piacevolmente prendendo piede, viene ancora dal “quartetto allegro-dinamico” italo-svizzero “I 4 tempi”. Debutta infatti a due passi dal confine, all’Hotel Zarera in Val Poschiavo (ore 19.30), un altro spettacolo che abbina teatro e gastronomia, dopo le “Emozioni al dente” di stampo futurista che verranno riproposte il 16 prossimo al Ristorante Il Terziere di Delebio.

La “Cena con Madame Papillon” è invece ispirata dalla cucina francese e dai testi dello scrittore umorista italiano Stefano Benni (quello di “Bar Sport”, del “Carnevale degli insetti” portato sulle scene da Teatropolis” e dell’ultimo “Margherita Dolcevita” per intenderci, pubblicato da Feltrinelli) che ha appunto creato il personaggio di Madame Papillon: ironia e alta cucina, dunque (difficile non collegare il nome della signorina, oltre che al significato letterale di farfalla, a quello della papilla, organo degustativo per eccellenza), per una serata ancora decisamente diversa dal solito, tra comicità e sapori delicati. Protagonisti dello spettacolo gli ormai collaudati attori Valerio Maffioletti (anche regista), Serena Bonetti, Luciana Nussio e la new entry Paolo dell’Agostino che sostituisce Paolo Cortinovis, alle prese con la laurea.

Il biglietto per questa nuova cena-spettacolo (comprensiva di aperitivo e cinque portate) è di 94 franchi svizzeri, prenotazione obbligatoria allo 0041818441282, perché il numero dei commensali è limitato. Per chi non trovasse posto questa sera, niente paura: sono previste repliche già domani e poi venerdì 23 e sabato 24 febbraio e il 2 e 3 marzo.

 

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Parole e sapori per "Emozioni al dente"

( Pubblicato su: "La Provincia di Sondrio, 15.11.2006, pag. 33) - Per leggere la pagina in formato PDF (332 kB):

Il Grand Hotel Bagni Nuovi di Bormio cornice della cena-spettacolo con il quartetto dinamico “4 tempi”

di Paolo Redaelli

 

VALDIDENTRO. Futurismo e passatismo si sono incontrati e scontrati, domenica sera al Salone dei Balli del Grand Hotel Bagni Nuovi. Splendida e fastosa cornice, della quale tutto si può dire, meno che sia futurista, con quelle colonne, quei soffitti decorati e quei soppalchi. A iniettare robuste dosi di futurismo in un contesto davvero unico ci ha pensato il quartetto dinamico “4 tempi” che ha aperto con la cena-spettacolo “Emozioni al dente” la nuova stagione di FestTeatro. Un evento simpatico e singolare, adeguata contaminazione tra teatro e gastronomia, tra parole e sapori, dove è indispensabile sfoderare tutti e cinque i sensi e soprattutto “non cercare di capire”. Perché il flusso di parole che sgorga ininterrotto e ammaliante dai quattro (Valerio Maffioletti, regista e musico, Serena Bonetti, Luciana Albertini, Paolo Cortinovis) in perfetto e affiatato amalgama, mescolandosi ai suoni, ai vocalizzi e alle canzoni, parla un linguaggio proiettato in avanti rispetto ai propri tempi (opportunamente Maffioletti ricorda che Filippo Tommaso Marinetti morì a Bellagio nel 1936) e tuttora modernissimo . Mentre i quattro recitano sul palco o si aggirano in vestiti d'epoca tra i tavoli, vengono servite su piatti decorati a mano dall'artista Pietro Weber pietanze fantasiosi dai nomi che stuzzicano sinestesie: “Carneplastico”, “Bulli e gnocche in salsa d'Oriente”, “Tagliango cruento”, per finire con un trionfale “Peccato Originale” dove lo chef dell'Hotel ha veramente superato se stesso, vera delizia per la vista e per il gusto: una “razionale” cupola di zucchero filato caramellato che sormonta “sfere di pannagelato e fragole”, il tutto racchiuso in cialda croccante. Peccato, davvero, ma per chi non c'era.

Si viene dunque sollecitati al gusto e all'udito, ma anche alla vista e all'olfatto dai sinuosi profumi che si innalzano dai piatti. Per quanto riguarda il tatto, il capocomico invita ad estrarre i chiodi infilati nel medaglione di carne del “Tagliango”e a punzecchiarsi vicendevolmente le dita con il partner di tavolo, stimolando così nuove sensazioni. Sfilano nei testi nomi noti del movimento, da Aldo Palazzeschi (sì, quello delle Sorelle Materassi) con il suo inno programmatico “Lasciatemi divertire” o “Conversazione Sinfonietta” di Tardieu che i quattro risolvono in musica, evocando Quartetto Cetra e Manhattan Transfer, mentre è straordinaria la “Passeggiata” poetica, ancora di Palazzeschi, fatta unicamente di nomi di vie e insegne pubblicitarie. C'è il “teatro sintetico futurista” (a nostro avviso la parte meno interessante dello show ) di Corra, Settimelli, Corradini, Chiti insieme a Marinetti e Boccioni che irride irriverente i drammaturghi contemporanei. Ma soprattutto ci sono il “Tango tragico futurista” in cui l'elogio della pasta (passatista, secondo Marinetti & C perché “gonfia e provoca sterilità") viene interrotto da un recitato drammatico in cui fa capolino l'inutilità della guerra, “sola igiene del mondo” sulla quale Marinetti ebbe modo di riflettere a lungo, mentre Boccioni purtroppo vi perse la vita. La tensione, notevole, suscitata dalla recitazione di Valerio e dalla gestualità di Paolo, si scioglie in un languido e sensualissimo tango tra Maffioletti e Luciana. Ma l'apotesi finale, la sintesi mirabile tra teatro e musica arriva al momento del caffè (più italianissimi amaretto di Saronno e panna) con “Spagna veloce e toro futurista” poemetto marinettiano dove le “parole in libertà” sgorgano con vivide associazioni e sembra di vedere quegli iberici paesaggi assolati dove l'aggressivo bovino simboleggia la novità del futurismo contro il “vento burbero” del passatismo.

Una serata piacevolissima, con quattro interpreti davvero bravi ed un lavoro che cresce ad ogni replica. Ottimo modo di aprire la stagione di FestTeatro dando spazio ad energie emergenti.

 

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4 Tempi: Provocazioni futuriste
               ai Bagni Nuovi di Bormio

(pubblicato su "www.ilbernina.ch", 14.11.2006)

Domenica sera, 12 novembre, i 4 Tempi erano al Grand Hotel Bagni Nuovi di Bormio.
Grang-grang, croooc-craaac, pic-pac-pum-tumb, flic flac zing zang sciaaack, woooooow!

di Luca Beti


Sul palco vuoto si ergono quattro cilindri metallici, lapidi forse di un movimento culturale.
Sono cerchioni di macchina, senza gomma, immobili. Sono scelti a caso? Non credo. Sono piuttosto il simbolo di un periodo storico durante il quale alcuni intellettuali, Filippo Tommaso Marinetti ne era la figura di spicco, hanno esaltato in tutte le arti il movimento, l'impeto irruente del fare artistico e la modernità contro l'antico (elitario e decadente, chiuso nei musei).
Domenica sera, 12 novembre, il movimento non era più affidato alla macchina. Il movimento era nei 4 Tempi, Valerio Maffioletti, Serena Bonetti, Luciana Albertini e Paolo Cortinovis, assolutamente geniali, incontenibili e vulcanici. Nella straordinaria cornice del Grand Hotel Bagni Nuovi di Bormio, in un grandioso salone, illuminato dai lampadari di Murano, abbiamo respirato aria di Belle Epoque. Qui l'alta società europea si dava appuntamento a cavallo fra l '800 ed il '900. L'ambiente è riccamente ornato con stucchi e affreschi secondo il gusto in voga allora, nello stile liberty.
I 4 Tempi ci hanno presi per mano e condotti lungo un vorticoso spettacolo fatto di suoni onomatopeici, poesia e canti. Non dovevi tentare di capire. Dovevi solo lasciarti cullare. ("Chi cerca di capire prima si ingrippa e poi si incazza"). Dovevi solo restare all'erta, con i cinque sensi tesi quasi allo spasimo per non perderti nulla. Non perdere nulla delle pillole di spettacolo futurista che ci veniva regalato, non perdere nulla dei luculliani piatti.
È stata una vera goduria.
Fuori abbiamo chiuso un vento burbero e mugolante, nel massiccio buio.
Dentro abbiamo vissuto il parossismo del teatro e dell'arte culinaria.

Grazie 4 Tempi, per la vostra energia futurista che ha invaso per alcune ore il salone del Grand Hotel Bagni Nuovi di Bormio - non era facile recitare in un ambiente tanto prestigioso e lussuoso, in una terra vicina, ma non nostra - e per la gioia poderosa che avete trasmesso agli spettatori.

Grazie!



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«Emozioni al dente» teatro e cena futuristi

( Pubblicato su: "3 Valli", marzo.2006)

di Alda Fogliani


L’Albergo Defanti di Chiggiogna, di Cesare e Sandra Defanti, non si accontenta più di offrìre ai propri ospiti soltanto delicati e squisiti manicaretti. Sono diverse le proposte che si possono assaporare non solo con il palato. Se siete interessati o semplicemente curiosi, visitate il sito www.defanti.ch. Un aperitivo al buio, servito da camerieri ciechi, seguito da cena allume di candela? Vi consentirà di vivere un’esperienza emotivamente interessante. Sia che non ne sappiate niente, sia che siate estimatori del «futurismo», la proposta in programma per domenica 2 e lunedì 3 aprile, non mancherà di divertirvi e di consentirvi di godere di una buonissima cucina, improntata anche quella al furoreggiare di Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944), che con i suoi celebri manifesti diede avvio ad una rivoluzione artistica a tutto campo (arte culinaria compresa) che va sotto il nome di «Futurismo».


Lo spettacolo futurista ‘Emozioni al Dente», presentato durante una cena improntata a piatti e decorazioni del «Futurismo», è messo in scena dalla compagnia italo svizzera «4-Tempi dell’attore-regista Valerio Maffioletti che può contare sul valido apporto degli attori Serena Bonetti, Luciana Albertini, Paolo Cortinovis (www.4-Tempi.org). li biglietto per il teatro più cena (aperitivo, cinque portate, caffè e digestivo) costa franchi novanta. È obbligatoria la prenotazione: 091 8651434.

 

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Menu all'insegna della provocazione:
signori, la cena futurista è servita

( Pubblicato su: "La Provincia di Sondrio, 22.03.2006, pag. 35) - Per leggere la pagina in formato PDF (140 kB):

All'Agriturismo Fracia di Chiuro il quartetto “allegro dinamico” dei 4-tempi tra “polibibite cielocolorate” e “pomosfere al biancocuore”

di Paolo Redaelli

 

CHIURO I chiodi conficcati nella carne (una peraltro gustosissima tagliata ribattezzata “Tagliango cruento”) non sono di garofano, ma chiodi veri, di ferro, buoni per appenderci un quadro o magari per “provare sensazioni tattili”, come ci viene suggerito. Perché questa, signori, non è una cena come un'altra: è una cena-spettacolo futurista, un menu all'insegna della provocazione, tra gastronomia e teatro, offerto all'Agriturismo Fracia di Chiuro dal quartetto “allegro dinamico” dei 4 tempi, vale a dire Luciana Albertini, Serena Bonetti, Paolo Cortinovis e il regista Valerio Maffioletti, con la preziosa collaborazione del fonico Cristina Cantoni. Le specialità servite su piatti decorati a mano dall'artista Pietro Weber si alternano a pillole di teatro futurista. I quattro attori riversano sui commensali fiumi di parole recitate e cantate in armonia, a dimostrare la perfetta musicalità della poesia futurista: sono brani di Aldo Palazzeschi (“E Lasciatemi divertire” e la straordinariamente attuale “Passeggiata” tra i simboli della pubblicità) e Tardieu (“Conversazione sinfonietta” in cui il quartetto a tratti riecheggia il “vocalese” dei Manhattan Transfer), resi con brio e gestualità. Erano pazzi questi futuristi, quando desideravano rompere con ogni schema precostituiti, nella poesia come nel teatro, nelle arti figurative come nell'architettura e perfino nella cucina o forse geniali anticipatori? L'interrogativo viene spontaneo quando nel piatto, a seguire una “polibibita aerofruttata e cielocolorata”, effettivamente azzurra come l'Anitra WC ma deliziosa, ti trovi dei dadi, proprio in senso figurato, non di glutammato ma di acciaio inox a decorare una patriottica “pomosfera al biancocuore”, rosso pomodoro con all'interno un candido ripieno adagiato su salsa verde. Non c'è niente da capire, ammonisce il bardo futurista Maffioletti, se non abbandonarsi alle sensazioni e ai sapori che il cibo suggerisce, alle parole che scorrono in libertà, come voleva Filippo Tommaso Marinetti, che fluiscono in ordine-disordine lasciando allo spettatore-commensale il compito di ricostruirlo. I quattro si muovono in abiti d'epoca con grande sincronia di tempi, tenendo fede al loro nome, recitano versi con gli spartiti davanti, come una piccola orchestra affiatata, si muovono tra il pubblico con leggerezza ed ironia in abiti d'epoca, si ricompongono sul palco per brevi sketch di teatro sintetico, da Corra a Settimelli, da Corradini a Chiti, passando per Marinetti e Boccioni. Intanto in tavola arriva il “nerosolesenzasale” chiamato “Tangenziale Ovest” che è esattamente quello che ci si aspetta: un globo oscuro di riso sciapo che però esalta, per contrasto (e meno male) il sapore delle verdure. La gente in sala sta al gioco e si diverte, ascolta con attenzione anche il “Tango tragico” di Marinetti suggerito da esperienze di guerra, mentre romba il cannone e poi sfocia nel passo a due tra Luciana e Valerio”, intriso di malinconia. Ci vuole un dolce a questo punto, ed ecco “Terra di nessuno”, quartetto di “peccati palatodivini” mentre i quattro si lanciano nel poemetto “Spagna veloce e toro futurista”, poker di Don Chisciotte a bordo di una Citroen lanciata a folle velocità. “Quiere mas?” ovvero “Caffè e taci”, con panna e amaretto di Saronno, senza zucchero, per concludere e poi “gioia acuta di nocciola”, per il brindisi finale al bravissimo quartetto che ci ha scorrazzato nel puro divertissement di queste “emozioni al dente”. Spettacolo raffinato e coinvolgente, studiato nei minimi particolari, che potrebbe anche funzionare in teatro, indipendentemente dal mix gastronomico. Chissà? 

 

 

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Cercare di non capire
( Publicato su: "Il Bernina", 24.03.2005 - http://www.ilbernina.ch/article.php3?id_article=2461)

Immersione futurista all'Agriturismo Fracia di Chiuro

di Niccolò Nussio


Domenica 19 marzo 2006 presso l'Agriturismo Fracia di Chiuro l'associazione culturale teatrale ''4-Tempi'' propone per la diciassettesima volta lo spettacolo ''Emozioni al dente''.
Scortata da due camerieri, dal tecnico fonico e dal quartetto degli attori, una quarantina di persone racchiusa in un morbido locale sprofonda in un mare futurista. Durante l'immersione si consumano piatti che richiamano al palato sensazioni remote, quasi sconosciute.

I degustanti spettatori sono raccomandati di cercare di non capire. Azione non semplice. Una maniacale voglia di svelare sempre ed ovunque messaggi cifrati e metafore accompagna sovente il nostro pensare.

Cercare di non capire, liberare i sensi, concedersi senza vergogna leggerezza ed orgasmi culinari.

Uno spettacolo tutto da mordere, o forse da lasciare sciogliere in bocca.

 

 

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Bulloni in salsa di ferro
( Pubblicato su: "La Regione Ticino", 23.03.2006)

Teatro-cena futurista con il gruppo 4-Tempi

di Luca Berti

 

Cucina e teatro: due forme d’arte diverse che difficilmente — si direbbe — possono
trovare un connubio efficace. Un ostacolo che però non ha impedito alla compagnia teatrale poschiavina “4-Tempi” di provarci. E riuscirci.
Così, nello spettacolo “Emozioni al dente” ci si ritrova a seguire le performance incalzanti e frenetiche del teatro futurista messo in scena dai quattro componenti del gruppo, gustando stravaganze culinarie fatte di semafori, sveglie e bulloni. Un alternarsi di situazioni brevi e di piatti inusuali (alzino la mano tutti coloro che hanno mai assaggiato un “semaforo simultaneo” o dei “bulloni in salsa di ferro”) che colgono di sorpresa lo spettatore, immergendolo nel mondo apparentemente caotico del futurismo culinario-teatrale. Il tutto all’insegna della velocità e del rifiuto del passato e dei “passatisti”, come impone il movimento che ha tratto spunto dall’opera di Filippo Tommaso Marinetti. Inutile, poi, tentare di capire fino in fondo il significato delle esibizioni messe in scena dai “4-Tempi”, dal momento che loro stessi, durante lo spettacolo, ammettono: «Nonostante abbiamo studiato e recitato queste parti di poesie e scritti futuristi decine di volte, riusciamo forse solo a intuire quello che gli autori hanno voluto dire».
Insomma, i 4-T sembrano suggerire che, come nella cucina, l’importante è gustare i suoni e le assonanze che il teatro futurista propone, piuttosto che soffermarsi su quanto sta dietro.
Dopo aver raccolto molti successi sia nel Grigioni italiano, sia in Italia, la compagnia teatrale di Poschiavo torna in Ticino per un’ulteriore replica dello spettacolo-cena nelle sere di domenica 2 e lunedì 3 aprile, con inizio alle 19.30 al ristorante Defanti di Lavorgo (per informazioni e prenotazioni telefonare allo 091 86514 34).

 

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Una cena futurista
servizio tv passato al "Quotidiano" del 24.09.2005

La cucina futurista al centro di uno spettacolo che la compagnia teatrale poschiavina
"I quattro tempi" ha presentato in questi giorni in uno storico esercizio pubblico leventinese.

Il servizio della TSI dal titolo "Una cena futurista" è disponibile sul sito della trasmissione "Il Quotidiano" del 24 settembre 2005.

 

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Cena all’insegna del futurismo
L’interazione fra teatro e gastronomia ha conquistato il pubblico

Il Ristorante Combolo ha voluto festeggiare il suo centenario con uno spettacolo decisamente fuori dai canoni consueti

 

TEGLIO - L’Hotel Ristorante Combolo di Teglio, in occasione del suo centenario, ha voluto festeggiare l’occasione in un modo insolito, presentando sabato scorso uno spettacolo con cena futurista, con il Quartetto allegro-dinamico “I quattro tempi”, composto da Valerio Maffioletti, Serena Bonetti, Luciana Albertini e Paolo Cortinovis, regia di Valerio Maffioletti. Il “decollo” dello spettacolo è avvenuto come se la sala-convegni dell’albergo, allestita con palco dotato di luci colorate e tavoli apparecchiati con piatti decorati appositamente dall’artista Pietro Weber, si fosse trasformata in un interno di un’avveniristica astronave. Per stare in tema anche i fiori sulle tovaglie erano in acciaio e le bottiglie presentavano una singolare decorazione a spirale. Alle pareti e su vari cavalletti si potevano osservare delle riproduzioni di opere dei futuristi più famosi, per un’adeguata cornice che ha contribuito ad un maggior inserimento del pubblico nella particolare atmosfera dello spettacolo. Gli attori si sono presentati più volte tra i presenti, interpretando indifferentemente svariati personaggi, sempre molto incisivi e coinvolgenti; splendido il tango, sottolineato da una luce rossa, molto sensuale, ma tenero, come un ricordo lontano. Veramente d’epoca la scena con gli artisti sull’auto, con occhiali e sciarpe svolazzanti, e il gran finale dove hanno distribuito calici spumeggianti per un totale brindisi di commiato, con un lancio di coriandoli giganti. La grande novità di questa rappresentazione consiste nell’ interessante abbinamento cena-spettacolo, dove tutto, l’ambiente sembra lavorare all’unisono in un continuo alternarsi di portate, di recitazioni e di musica, sempre all’insegna del Futurismo. Il Quartetto allegro dinamico Quattro tempi ha in cartellone ancora altre repliche, sia in Valtellina che nel Trentino. Questa forma teatrale riesce, ogni volta, a coinvolgere totalmente anche il ristoratore che deve rivisitare quelli che sono i suoi piatti caratteristi, dal punto di vista visivo, ma senza alterarne il gusto. Al Ristorante Combolo, appunto, si e passati dall’aperitivo alcolico fruttato ricolorato ai tripizzocchecolori, una vera leccornia! Gli applausi non sono mancati, soprattutto a scena aperta, e i partecipanti hanno potuto anche conoscere il Futurismo quasi senza accorgersene, trascinati dagli attori e coinvolti nello spettacolo. Si sono resi conto che questo movimento, all’avanguardia agli inizi del secolo scorso, e ancora molto attuale e particolarmente moderno e ...“futurista”.


A.M.G.

 

 

 

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Arriva a Teglio il Futurismo con Io spettacolo “Emozioni al dente”
(pubblicato sulla rivista mensile 'Alpes' n°5, maggio 2005, pag.54.) - Per leggere tutto l'articolo in PDF (1,8 MB):

di Anna Maria Goldoni



All’Albergo Ristorante Combolo di Teglio, il 4 giugno 2005, dopo il successo ottenuto a Poschiavo, l’Associazione Culturale Teatrale i “4-Tempi” presenterà lo spettacolo “Emozioni al dente” (fisicofollia in aerosol, pillole di teatro futurista, catalizzatori d’appetito), con la regia di Valerio Maffioletti.

 Abbiamo chiesto al regista, Valerio Maffioletti, di rispondere ad alcune nostre domande.

Di chi è stata l’idea di questo spettacolo, così originale?

L’idea d’organizzare cene ispirate al futurismo mi si è presentata la prima volta in occasione di un laboratorio teatrale, commissionatomi dall’istituto Alberghiero Statale “D. Zappa” a Bormio nel 1995, conclusosi con un convivio futurista allestito da circa venti allievi cuochi, coordinati dallo chef Eliseo Pini, venti allievi di sala e un’altra ventina d’attori della scuola. Presenti in sala circa 150 invitati. Il Futurismo, fondato nel 1909 da Filippo Tomaso Martinetti, è stato un movimento-culturale artistico con un programma ben definito ed aveva l’ambizioso progetto di rivoluzionare il modo di vivere e di pensare non solo l’arte (pittura, architettura, musica, teatro, letteratura), ma anche la vita quotidiana. Famosi sono stati i suoi innumerevoli manifesti attraverso i quali il movimento cercava di divulgare le proprie idee. Le serate futuriste erano un’occasione per presentare i programmi e spesso terminavano in furibonde risse tra i “passatisti”, così come venivano nominati i difensori della cultura tradizionale, e i futuristi stessi.

Perché proprio il futurismo, che, nonostante la sua modernità, appartiene agli inizi del secolo scorso?

Per quanto mi riguarda, sia come regista teatrale che come attore, credo sia molto importante dare oggi il mio contributo d’artista ed alleviare il senso di depressione che mi sembra aleggi un po’ dappertutto. L’ottimismo è un atteggiamento positivo nei confronti della vita. Un modo di guardare le cose nella loro transitorietà, un invito alla leggerezza.

E quale migliore invito quello di una buona cena, percorsa da piatti presentati in ricette originali, con accostamenti cromatici (i sottopiatti, ad esempio, sono tutti unici e dipinti a mano dall’artista trentino Pietro Weber), olfattivi, tattili, interpuntata da gustosi intrattenimenti spettacolari di fugace Teatro Sintetico Futurista? Una cena dove si possono “masticare” emozioni colorate e saporite! ‘Emozioni al dente’, titolo dello spettacolo, è una miscellanea di sensazioni, sapientemente dosate, che portano il conviviante a sperimentare la varietà dei sensi opportunamente stimolati.

Quanto dura lo spettacolo e come è organizzato?

Dura circa quattro ore, dalle 19,30 alle 23,30. Di solito poi ci si ferma ancora a chiacchierare con gli ospiti, che sono molto interessati al tema e desiderano porre domande sulle cose viste ed ascoltate.

Lo spettacolo deve essere preparato nei minimi dettagli. Il ristoratore interessato viene contattato e con lui si concordano il menù, le modalità di presentazione dei tavoli, l’addobbo della sala, il servizio ai tavoli, l’abbigliamento e il trucco del personale di servizio.

Tempi e modi sono poi coordinati con lo staff artistico. Ovviamente, secondo la tipologia della sala ristorante, vengono predisposti l’allestimento del palcoscenico, la distribuzione dei tavoli in sala, l’afflusso del pubblico e quant’altro. Il numero d’ospiti minimo per la cena è tra i quaranta ed i settanta.

Come fate a rendere l’atmosfera futurista?

L’idea del futurismo è come un seme. Se trova terreno fertile attecchisce e produce frutti. Il futurismo ancora deve essere studiato, approfondito, scoperto nelle sue potenzialità. La polemica sulla sua collusione col potere fascista è da ricercarsi, secondo me, più in alcune frange estreme, o in un tentativo di ottenere protezione. I pezzi che presentiamo appartengono tutti rigorosamente alla letteratura futurista (Aldo Palazzeschi, Filippo Tomaso Martinetti, Jaqucs Tardieu), ma vengono presentati con un gusto moderno, contemporaneo. Ho voluto abolire gli esperimenti con i rumori e musiche tipici dell’epoca perché non credo servano meglio a veicolare i contenuti. Nasce, con noi futuristi la prima cucina umana, cioè l’arte di alimentarsi. Come tutte le arti, essa esclude il plagio ed esige l’originalità creativa. Non a caso quest’opera viene pubblicata nella crisi economica mondiale di cui appare imprecisabile lo sviluppo, ma precisabile il pericoloso panico deperimente. A questo panico noi opponiamo una cucina futurista, cioè: l’ottimismo a tavola. •

 

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"Pesce d'aprile futurista''... e non è uno scherzo
( Pubblicato su: "Il Bernina", 5.04.2005 - http://www.ilbernina.ch/article.php3?id_article=1206)

di Stefania Bordoni Barras

Venerdì, 1° aprile la fortuna mi gioca un graditissimo scherzo. Nella sala a posti limitati riesco ad avere un'entrata per assistere allo spettacolo-evento di questo inizio 2005 in Valposchiavo. La neonata compagnia teatrale 4-Tempi presenta per la quarta volta lo spettacolo-cena futurista Emozioni al dente.

Gioia.

All'arrivo al ristorante Zarera - con alcuni amici siamo i primi - mi trovo in una sala curata nel minimo dettaglio: i tavoli, le decorazioni, le locandine e i manifesti sono stati vestiti di eccentrica creatività. Anche le cameriere si sono messe d'impegno e il loro look s'inserisce a pennello con il resto della coreografia.

Meraviglia.

Arrivano gli altri ospiti-spettatori, persone conosciute, altre no, giovani e meno giovani Valposchiavini di valle e fuori valle. Mi accomodo al tavolo a noi assegnato; con i miei amici dividiamo il posto con due signore.

Simpatia.

Si fa buio, si spengono le luci. Paola, la padrona di casa, ci saluta e apre la serata. Ecco entrare in sala, sulla scena, i quattro protagonisti, eleganti, vivaci, chiassosi, dinamici; si inizia alla grande. Valerio annuncia un imprevisto: la cena non ci sarà. Serena sgrana gli occhi.

Teatro nel teatro.

"Ma è uno scherzo, pesce d'aprile" se la ride il regista e ci rassicura.

Stupore.
Iniziale divertimento
.

Parte la macchina dello spettacolo. Luci, ritmo, musica, movimento, colori, contenuti chiari, testi assurdi ci travolgono, poi ci lasciano alle piacevoli sensazioni gustative e ci riprendono dopo ogni prelibata pietanza futurista. Così fino alla "gioia acuta rosa".

Delizia.

Le emozioni sono tante, alcune immediate, altre riaffiorano più tardi. Siamo attivi, vivi. Tra gli attori e noi c'è comunicazione, ben oltre lo spettacolo. A casa rileggo la locandina del menù-spettacolo, tornano le immagini di un gran teatro, degno delle ribalte cittadine, portato in scena da quattro persone che ho sentito affiatate, amiche, coinvolte in tutto e per tutto, fino nel dettaglio.

Un grazie a Luciana, Paolo, Serena e Valerio per aver osato tanto. Per aver avuto il coraggio di portare in scena momenti di futurismo, da noi, in Valposchiavo.

Riconoscenza.

 

 

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Splendida esibizione futurista al Zarera
( Pubblicato su: "Il Bernina", 8.03.2005 - www.ilbernina.ch/article.php3?id_article=1073)

di Cassiano Luminati

 

Più che raddoppiato il numero degli spettacoli; si prosegue fino a maggio! Sotto l'esperta guida di Valerio Maffioletti, una nuova compagnia teatrale valposchiavina porta in scena all'Hotel Zarera uno spettacolo che sa entusiasmare il pubblico in un turbinio di scene e di pietanze ispirate ai dettami del movimento futurista. Una scopiettante, esilarante, divertente, sorprendente esperienza che coinvolge tutti i sensi.

Il futurismo fu un movimento culturale e artistico fondato da Filippo Tommaso Marinetti nel 1909 a cui presero parte musicisti, scrittori, fotografi, cineasti, pittori, scultori e scenografi.

I futuristi proclamarono la rottura con il passato e l'adesione, attraverso forme espressive polemicamente anti-tradizionaliste, al dinamismo della vita moderna, in un atteggiamento tutto proiettato verso le nuove conquiste tecnologiche.

In letteratura si ricordano i nomi di Marinetti, Palazzeschi e Soffici; nelle arti figurative quelli di Boccioni, Carrà, Russolo, Severini, Balla, Dudreville. In architettura si ebbero Sant'Elia nelle arti decorative e nella scenografia si distinsero Prampolini e Depero. Infine, il futurismo si estese anche al campo musicale con Balilla, Pratella e Russolo, che sfociò in una musica basata sull'accostamento di rumori.

Con un minuzioso lavoro di preparazione e di improvvisazione durato lunghi mesi l'affiatato gruppo 4Tempi (Serena Bonetti, Luciana Nussio, Paolo Cortinovis e Valerio Maffioletti) è riuscito a creare uno spettacolo di qualità nel quale hanno trovato spazio esilaranti testi futuristi, sintetiche scenette, coreografici balletti e assurdi coretti. Il tutto accompagnato da straordinarie e gustosissime pietanze appositamente create secondo il manifesto della cucina futurista e servite su piatti in ceramica dipinti a mano dall'artista Pietro Weber.

Irriconoscibile la sala dell'Hotel Zarera, decorata in perfetto stile futurista con i famosi manifesti pubblicitari di Depero ed installazioni futuriste. Addirittura tutto il personale di servizio è perfettamente integrato e ''decorato'' secondo i principi futuristi, come pure i tavoli, apparecchiati con grande cura del particolare.

Uno show degno delle ribalte cittadine, assolutamente da non perdere.

 

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Sfazù celebra il teatro futurista
( Pubblicato su: "Il Bernina", 02.03.2005 -
www.ilbernina.ch/article.php3?id_article=1052;
                      "Il Grigione Italiano", 03.03.2005)

di Moreno Raselli

 

EmoZIONI forrrTi Una cosa da subito: lo spettacolo inscenato a Sfazù dal quartetto allegro-dinamico merita di essere gustato!

In un continuo alternarsi di attività sensoriali, la cena scivola via somministrando pillole di teatro futurista capaci di trasmettere l'entusiasmo di un movimento sorto con l'intenzione di distruggere per ricostruire. In effetti Tomaso Marinetti, autore nel 1909 del manifesto del futurismo nel quale inneggia, tra l'altro, alla velocità ed al dinamismo, coltivava atteggiamenti dissacratori nei confronti di quanto prodotto fino a quel momento in campo artistico con il preciso scopo di individuare nuovi meccanismi espressivi.

In Emozioni al dente a farla da padrone, oltre ai suoni, alle luci e ai colori, sono soprattutto i dialoghi brevi, fulminei, le situazioni astratte e inverosimili miranti a creare sconcerto tra gli spettatori. Sotto l'abile regia del poliedrico attore - chitarrista Valerio Maffioletti, la compagnia 4 tempi convince per la gestualità, i movimenti del corpo e la musicalità che danno vita ad una rappresentazione diversa, intesa nel senso migliore del termine pur con alcune sbavature tipiche di una prima. Trascinate da un Paolo Cortinovis - stupenda la scena della pasta - in continua ascesa, Luciana Albertini (vero e proprio metronomo dello spettacolo) ed una sempre ispirata Serena Bonetti sanno propagare una carica di buon umore che aleggia sulla serata anche ben oltre la conclusione della recita. Lo spettacolo è curato nei minimi dettagli ad iniziare dal gustoso menu servito da cameriere debitamente truccate, fino ad arrivare agli stupendi piatti creati dall'artista Pietro Weber ed alla sobria e appropriata decorazione della sala.

Marinetti sarebbe stato appagato.

 

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ultimo aggiornamento: 17.02.2008
 
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